Una sala per la cultura? C’è già, basta finirla…

La sala polivalente al piano interrato del municipio come compare oggi

Qualcuno la chiama “anfiteatro”. Qualcun altro “auditorium”. Altri ancora le affibbiano i nomi più strani. In effetti, non è semplice stabilire una definizione per una sala polivalente di media capienza ferma lì allo stato grezzo, nel piano interrato del municipio, da oltre dieci anni…

Da dove viene questo spazio? Fa parte del progetto Piazza Ater. Le amministrazioni che nei primi anni Duemila hanno immaginato la riqualificazione del centro storico del paese e delle aree limitrofe degradate hanno valutato che una sala per incontri e proposte culturali che potesse accogliere fino a cento persone fosse una necessità reale. All’epoca, la palestrina di via Sioggio aveva calendari sempre pieni di allenamenti e altri appuntamenti sportivi e comunque, come stiamo vedendo anche in questa campagna elettorale, utilizzarla significa chiedere lo spostamento di altre attività e lavorare un bel po’ per allestirla (teloni fonoassorbenti, sedie, impianto audio), ottenendo in ogni caso un risultato mediocre dal punto di vista della luce e dell’accoglienza dell’ambiente. E giustamente. Si tratta di una palestra, non di un auditorium. Per gli eventi di portata più ampia, era il pensiero di allora, ci sono la sala parrocchiale di via Vigne o la palestra comunale.

Qual è la situazione oggi? La sala, come si vede dalle foto, è di fatto una sorta di magazzino vuoto. Mancano i rivestimenti dei posti a sedere, l’allestimento dell’area palco o tavolo per conferenze, gli impianti luce e audio-video e poi altri piccoli interventi per completare il tutto. Evidentemente questa non è una priorità per le due amministrazioni Cappozzo che si sono succedute negli ultimi anni. Per parte del mandato consigliare 2009-2014 mancavano gli scivoli per l’accesso ai garage sottostanti la nuova piazza, per cui si parlava di non agibilità anche della sala polivalente. Nel 2012, anche su pressione della minoranza, la giunta comunale ha avanzato una richiesta di finanziamento poi non accolta e il discorso si è chiuso lì.

Che cosa proponiamo noi? Siamo di fronte a un bene per la cittadinanza ormai realizzato nella sua struttura fondamentale. La previsione di spesa per il completamento si aggira attorno ai 60 mila euro. Non certo un investimento che avrà la precedenza su altri interventi per migliorare i servizi ai cittadini, ma crediamo che nel corso del mandato sarà possibile accantonare la cifra necessaria per completare i valori e godere di uno spazio utile, che già appartiene alla comunità.

L’ambiente, al grezzo da oltre dieci anni, potrebbe essere completato con un previsione di spesa di circa 60 mila euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *