La piazza: una voragine da colmare

La piazza oggi dal piazzale della chiesa.

Ormai ci abbiamo fatto l’occhio. Nella foto qui sopra ci sono il municipio, il torrione del progetto Piazza Ater, la piazza pedonale e poi la vecchia casa dietro al monumento ai caduti. L’immagine ci sarà pure familiare, ma c’è qualcosa che non torna. Vi pare normale quella voragine arrangiata alla bell’e meglio tra la canonica e l’attuale livello di piazza XXV aprile?
Non è semplice per nessuno ricordare i dettagli di un’opera su cui da almeno cinque anni è scesa una cortina di silenzio. Eppure, leggendo lo sbiadito cartello tuttora affisso proprio dietro al monumento, si capisce bene come i torrioni residenziali dovevano essere due, la casa dietro al municipio doveva essere completamente ristrutturata e allungata verso la terrazza che dà sui Boschetti e poi la vecchia corte “Mèlo” avrebbe dovuto avere tutto un altro volto con una breve serie di case a schiera che andavano a collegarsi proprio all’abitazione del parroco.

Il progetto Ater nel cartello affisso dietro il monumento.

Cosa ne è stato di tutto ciò?

Sgombriamo il campo da equivoci: il progetto è in capo all’Azienda territoriale di edilizia residenziale, l’Ater appunto. È questo ente provinciale che avrebbe dovuto realizzare quanto descritto sopra e poi mettere una ventina di unità abitative nel mercato a prezzi calmierati. Non è successo ufficialmente per “mancanza di manifestazioni di interesse”. Di certo anche la crisi immobiliare che ha caratterizzato lo scorso decennio ci ha messo del suo.

A tutto questo va però aggiunta una considerazione: questo “buco”, nella piazza del paese, oggi non è più tollerabile. La (blanda) azione di persuasione messa in campo dall’amministrazione Cappozzo – che invece ha rifatto il resto della piazza con i fondi di un apposito bando del governo nazionale – va assolutamente rinforzata per arrivare al completamento delle opere. Sarà necessario rivedere il progetto originario? Facciamolo, ma occorre arrivare alla fine del lunghissimo iter progettuale e realizzativo.

Per onore di cronaca – e per rendere l’idea del valore di questo importante intervento – vale la pena ricordare che le amministrazioni comunali di Lugo hanno iniziato a pensare alla risistemazione della piazza e delle zone degradate dei dintorni già nei primi anni Novanta. Dopo l’acquisto della corte “Melo” venne bandito un concorso di idee che vide primeggiare il progetto dell’architetto Corrado Carollo, approvato dalla Regione dopo una trattativa serrata con la Soprintendenza. Il piano particolareggiato, nel suo complesso, ha avuto il via libera da una delibera del consiglio comunale datata 6 luglio 2001 (Lanaro I). Al dicembre 2002 risale l’accordo di programma con Ater per un valore complessivo di 6,3 milioni di euro e un onere per il comune di 877 mila euro: parliamo di 17 anni fa. I 15 nuclei famigliari che abitano degli appartamenti, gestiti come edilizia popolare del torrione realizzato, sono cittadini della piazza ormai da un decennio: la consegna risale esattamente all’anno 2009 (sindaco Valerio Lanaro). Nel 2011 (sindaco Robertino Cappozzo) è stata realizzata e consegnata la piazza pedonale, che in verità assomiglia sempre più a un parcheggio, anche se il progetto originario era che rimanesse pedonale (e così si è espresso il sindaco in risposta ad una nostra interrogazione per capire le intenzioni dell’amministrazione). I lavori realizzati finora valgono circa la metà dell’importo stimato all’inizio. Rimangono da completare il quarto e il quinto stralcio.

Non c’è ombra di dubbio che nel corso dei prossimi cinque anni questo intervento di grande portata vada completato, anche rivedendo il progetto, per dare qualità e decoro al centro del paese.

La corte Mèlo dal parcheggio sotto la piazza.

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